Amore e libertà. Per una filosofia del desiderio

La peste. Indagine sulla destra in Germania
18 Dicembre 2025
Tecnica.
19 Gennaio 2026

Venerdì 30 gennaio 2026 ore 17.30
Aula Magna Manodori, Palazzo Dossetti, Viale Allegri, 9 – RE

Lectio con Pietro Del Soldà

Amore e libertà. Per una filosofia del desiderio

In un’epoca dominata da ritmi incalzanti e dalla saturazione informativa, e che ci spinge a cercare risposte immediate e superficiali, avere il coraggio di rallentare, ascoltare e interrogarsi diventa un atto rivoluzionario. Ce lo insegna la filosofia che non è una teoria astratta, ma una pratica del vivere, una bussola per affrontare l’incertezza e orientarsi nella complessità. Nella sua Lectio su “Amore e libertà”, Pietro Del Soldà, filosofo e voce tra le più riconoscibili del panorama culturale italiano, ci accompagnerà in un percorso in cui filosofia e quotidianità si intrecciano, restituendo valore al dubbio, al dialogo e alla ricerca di senso. E lo fa partendo da alcune parole chiave come amore, libertà, desiderio. Il desiderio, quando è autentico, ci spinge verso ciò che ci manca, ma non per possederlo. Verso ciò che ci affascina, ma non per dominarlo. È forse questa la sfida più grande per l’amore oggi: rinunciare all’idea del controllo, del possesso, della fusione tra gli amanti. Ma anche vincere la paura di lasciarsi andare e l’illusione d’essere felici senza vivere passioni travolgenti. In un tempo in cui le relazioni si rivelano fragili e domina il culto dell’“io”, Pietro Del Soldà prova a rispondere a una domanda antica e urgentissima: che cosa significa davvero amare?
In un viaggio tra filosofia, letteratura e storie di vita sulle tracce del “divino Eros”, Del Soldà metterà a confronto le parole di Diotima e Socrate, Plotino, Lucrezio, Bell hooks, Merleau-Ponty, Eshkol Nevo con i punti critici della nostra vita sentimentale: il maschilismo, il terrore della dipendenza, il narcisismo, il conformismo, la reificazione del corpo e della bellezza, l’ossessione per l’identità. Per
scoprire che l’amore non è un rifugio, ma uno spazio fragile e dinamico che ci apre al mondo.